Associazione Nazionale per la difesa dei diritti,
tutela e cura dell'anziano

Associazione di Promozione sociale ai sensi
e per gli effetti delle leggi 266/91 e 383/00


PROPOSTA DI PROGETTO
ANZIANI IN STRUTTURE RESIDENZIALI


Il Dr.Bernardo Cecconi
in collaborazione con
la Dott.ssa Silvia Giovannucci (Psicologa)


Per lo sviluppo della sanità mentale ed il benessere, le attività creative sono la chiave per il raggiungimento dell'equilibrio psichico. Attraverso esse si può mirare all'evoluzione dell'essere umano nella sua totalità e far emergere tutte le capacità potenziali.

Per l'anziano l'ingresso in una struttura rappresenta un momento di forte cambiamento delle condizioni ambientali (abbandono della propria casa e del proprio paese), affettive (si lasciano parenti, amici e conoscenti) e comportamentali (mutano a volte radicalmente abitudini quotidiane); in pratica si interrompe bruscamente un vissuto di continuità, uno stile di vita che può favorire risposte disadattive. Studi e ricerche psicogeriatriche sostengono che l'istituzionalizzazione può determinare l'insorgere o l'accentuazione di disturbi emotivi e un'accelerazione dell'involuzione intellettiva (Poderico, 1993); in particolare segnalano un impoverimento della vita emozionale, minor creatività, minor chiarezza percettiva, minore integrità, minore capacità di reazione agli stimoli che agiscono sull'affettività, una tendenza verso la passività e l'inattività, una maggiore chiusura ed una minore reattività all'ambiente, autosvalutazione, sentimenti di apatia e di perdita di speranza o incompletezza (Delicati, 1997).Anche nella migliore struttura geriatria l’anziano può manifestare disagio psicofisico che spesso sfocia in una forte depressione senile, caratterizzata da disturbi dell'umore (tristezza, pessimismo, mancanza di stima in se stessi), e da inibizione psicomotoria accompagnata da senso di grande stanchezza e ansia, alle quali si aggiungono disturbi somatici. Appunto per questo,negli ultimi anni sono stati attivati programmi animativi e preventivi – terapeutici ,che coinvolgono l’anziano in corporee, manuali, grafico pittoriche, teatrali, verbali e musicali.


Inoltre è auspicabile la presenza dello psicologo,che può proficuamente integrare le attività sanitarie ed assistenziali,perseguendo i seguenti obbiettivi:

· fornire un ulteriore aiuto espressivo e comunicativo all'anziano;
· valorizzare la persona nella sua globalità;
· mantenere l'attuale autonomia della persona a livello cognitivo, sensoriale e funzionale;
· attivare e/o mantenere l'interesse per una socialità viva e positiva;
· fornire momenti di benessere agli ospiti;
· migliorare la qualità di vita nella struttura e tra gli utenti;
· recuperare e/o mantenere delle capacità residue anche in soggetti affetti da deterioramento mentale.

Ogni persona ha una propria competenza esperienziale, quindi il bagaglio che l'anziano si porta dentro, - che lo accompagna, che parla della sua storia, del suo vissuto, dei suoi sentimenti, della sua sensibilità, delle vicende passate, della sua cultura, delle sue capacità, delle sue abilità, - diventa materiale su cui lavorare. L'anziano è dunque considerato una persona ancora ricca di potenzialità e di bisogni, da attivare, conservare, preservare e rispettare.

Idea guida:

attività ed interventi, con frequenza di una o due volte a settimana ed, in ogni caso, al momento del bisogno, sia per gli ospiti che per i familiari, per aiutare la persona anziana a superare il disagio del trasferimento, ad integrarsi presso la struttura ed a convivere con gli altri. Nello stesso tempo è di aiuto ai parenti come sostegno morale, per migliorare il rapporto tra parente ed ospite, per informare, analizzare e risolvere gli eventuali problemi. E' finalizzato a curare il benessere psicofisico e sociale dell'utente, come previsto nel Piano Sanitario Nazionale ed assicurare sostegno alle famiglie.

Finalità:

· mantenere, recuperare e dove è possibile, potenziare le capacità residue nel soggetto anziano, nonché i relativi interessi;
· supportare ed arricchire le abilità delle persone anziane ospiti della struttura;
· determinare la qualità della relazione tra l'anziano e la struttura, tra l'anziano e i familiari, tra i familiari e la struttura;
· prevenire l'invecchiamento cerebrale e/o rallentare il quadro clinico delle demenze.

Obiettivi:

· mantenimento della manualità;
· stimolazione della memoria (allenamento funzioni cognitive);
· mantenimento dell' autonomia;
· migliorare l'equilibrio psicofisico;
· aumentare l'autostima;
· migliorare il livello di socializzazione;
· arricchire la vita emozionale;
· stimolare la reattività;
· riorganizzare la percezione;
· riacquisire la reattività all'ambiente;
· contenere i disturbi dell'umore (tristezza, pessimismo, mancata stima in se stessi);
· rallentare l'inibizione psicomotoria (senso di stanchezza, ansia e disturbi somatici).


Attività:

1. sostegno e supporto psicologico attraverso colloqui individuali e /o di gruppo.

2. laboratori:
· lettura (lettura attiva, lettura passiva, discussione a tema, ecc.)
· scrittura (giornalino, riscrivere la memoria, ecc.)
· verbali (racconti e storie di vita, ecc.)
· giochi finalizzati allo stimolo del ragionamento e della memoria (indovinelli, cruciverba, tombola, ecc.);
· ludico-culturali;
· manuali-creativi;
· musica*

3. colloqui con i familiari (su richiesta).

Lo psicologo è conoscitore della psicologia dell'anziano, quindi è sempre pronto al dialogo, ad una stretta di mano che può variare nel tempo, ad uno scambio di sguardi e sorrisi, di suoni o gesti, atti che la società porta a dimenticare e non utilizzare, ma che si rivelano indispensabili nonché utilissimi laddove la comunicazione diventa più difficile: nelle demenze e nella sindrome di Alzheimer..Inoltre rispetta i tempi dell'anziano e non impone la sua presenza, così da poter instaurare un rapporto che gioverà alla comunicazione, si pone come obiettivo la socializzazione degli ospiti tra loro, non educa e non moralizza gli anziani, ma piuttosto sarà loro intermediario e punto di riferimento nelle richieste più o meno importanti

Ogni attività e ogni tipo di intervento , rivolti sia al singolo che al gruppo,verranno preventivamente sottoposti all’esame del responsabile della struttura nel rispetto del codice deontologico e,ovviamente, adeguatamente adattati alle condizioni psico-fisiche degli ospiti della struttura stessa.


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La musica è uno stimolo fisico che aiuta il rilassamento e la distensione muscolare, motiva la motricità,fa emergere e incoraggia l’espressività e la creatività, riduce la tensione ,l’ansia e l’autocompatimento ,potenzia quei sentimenti positivi che facilitano l’integrazione nel gruppo,aiuta a ristabilire il contatto con la realtà, facilità la liberazione di sensazioni disturbanti e agisce da sostegno psicologico.
La musicoterapia è stata indicata, nel 2001, come una tecnica per migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del malato di Alzheimer dall’American Accademy of Neurology.
I geriatri ritengono utili e necessarie le terapie espressive tra le quali,appunto, la musicoterapia.
Anche il canto e la danza sono attività che migliorano la qualità della vità dell’anziano, soprattutto quando gli permettono di svolgere un ruolo attivo,come suonare qualche strumento o partecipare al canto corale..Non è da trascurare l’azione benefica della scansione settimanale delle varie attività, poiche èun valido aiuto per ristrutturare e orientare di nuovo la percezione del tempo.


Dr.ssa Silvia Giovannucci
(Psicologa)


ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PER LA DIFESA DEI DIRITTI
TUTELA E CURA DELL’ANZIANO
Presidente
DOTT. BERNARDO CECCONI

 

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